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1986 1987-88 1989
1990 1991 1992
1993 1994 1995
1996 1997 1998

Il Gruppo Speleologico del Matese viene fondato nell'agosto del 1985, presso la sede dell'Associazione Storica del Medio Volturno a Piedimonte Matese, da un gruppo di amici legati essenzialmente dall'amore per la montagna. L'oggetto sociale èla ricerca, I'esplorazione e la documentazione scientifica di grotte e cavita' con particolare riguardo sul quelle presenti sul massiccio del Matese. Il sodalizio èiscritto dall'anno della sua fondazione alla Societa' Speleologica Italiana, che ha sede a Bologna presso l'Universita' di Geologia. L'impegno da parte del G.S.M. per la conoscenza e la salvaguardia dei multiformi aspetti del carsismo, sia ipogei che epigei, ècostante ed èormai riconosciuto da Enti, Amministrazioni ed Associazioni di entrambi i versanti del Matese. Il recapito attuale è:

Prof. Luciano Santagata
Via Torelle 10,
S. Potito Sannitico 81016 CE


L'attivita', piu' che decennale, del Gruppo Speleologico del Matese si puo' cosi' sinteticamente riassumere :

1986

Il G.S.M. elabora un progetto per diffondere la conoscenza delle grotte del Matese attraverso la rivisitazione di tutte le principali cavita' conosciute. E un lavoro portato avanti da "autodidatti" in un massiccio ricco di grotte.
 

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1987 -1988

In questi anni si da' attuazione al progetto che si concretizza nella realizzazione di una multivisione a dissolvenza incrociata dal titolo "MATESE SOTTO / SOPRA" presentata il 24 settembre del 1988 nel chiostro di S. Domenico a Piedimonte Matese.La multivisione, articolata in due tempi, illustra con immagini, suoni ed effetti speciali le principali grotte dei due versanti del Matese, oltre alla Forra della Valle dell'lnferno ed a quella del Quirino. Presentata lo stesso anno al Festival Internazionale di Speleologia di Costacciaro (Perugia) ha riscosso un grandissimo successo.La multivisione èstata anche uno strumento didattico di avvicinamento alla natura ed al territorio; in quest'ottica èstata presentata in vari comuni del comprensorio matesino ed in numerose scuole di ogni ordine e grado.In questa occasione il G.S.M. ha realizzato due bellissimi posters a colori Uno di questi raffigura un angolo suggestivo della Grotta di Campo Braca (Matese Centrale Comune di S. Gregorio Matese).Il 1988 èun anno vissuto intensamente: vengono scoperte ed esplorate le seguenti grotte: Di ogni grotta sono stati redatti i rilievi con le principali caratteristiche geomorfologiche presenti nella sezione Grotte.
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1989

Nell'estate del 1989 il G.S.M partecipa ad un campo a Pozzo della Neve (Matese Orientale, Comune di Campochiaro), uno dei principali e piu' profondi abissi d ' ltalia, insieme all'Associazione "SPELEOLOGI ROMANI" ed al "C.A.I." di Napoli. La grotta, attualmente raggiunge la profondita' di -1048 metri dall' ingresso ed ha uno sviluppo spaziale di circa 7 chilometri.Nello stesso periodo il Gruppo Speleologico del Matese partecipa all'esplorazione dell'Abisso Cul di Bove (Matese Orientale, Comune di Campochiaro) insieme ad altri gruppi. L'abisso attualmente raggiunge la profondita di -906 metri.Nello stesso anno tre soci del G.S.M. entrano a far parte del CORPO NAZIONALE Dl SOCCORSO ALPINO E SPELEOLOGICO, formando il primo nucleo della futura SQUADRA MATESE.
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1990

Anche il 1990 e un anno che impegna fortemente il G.S.M.. Nel mese di aprile viene effettuata un'esercitazione del Corpo Nazionale di Soccorso Alpino e Speleologico nella Grotta di Campo Braca, con il recupero simulato di un ferito. All'esercitazione interviene anche un elicottero della Protezione Civile. Nel mese di giugno il Comune di Piedimonte Matese da in affidamento al Gruppo il Rifugio "La Casella", situato in localita' Sella del Perrone (Matese Orientale, Piedimonte Matese), il quale viene completamente riattato, rifacendo la copertura ed intonacando l'interno. Il rifugio si trova in un posto strategico sia per la facilita' di accesso al settore Nord - Orientale del Matese, sia per eventuali manovre del Soccorso Alpino e Speleologico.Nel mese di agosto il G.S.M. e impegnato a Pozzo della Neve, dove insieme agli ormai inseparabili amici romani viene scoperta una nuova diramazione soprannominata "ADDIO ALL'IMPERO", della lunghezza di circa un chilometro e cinquecento metri. Il 10 novembre il G.S.M. procede alla colorazione del collettore principale dell'Abisso Cul di Bove, mediante l'immissione di 30 Kg. di fluorescina sodica. Successive prove effettuate presso l'Universita' di Perugia non hanno rilevato presenze di fluorescina alle principali sorgenti basali del massiccio: Torano, Maretto, Biferno, Grassano. Il percorso ipogeo delle acque di questo settore del Matese e ancora sconosciuto. Si attendono nuovi finanziamenti per poter verificare l'esistenza di questo enorme bacino sotterraneo e poter dare, quindi, un determinante contributo in termini di conoscenza delle risorse idriche del massiccio.
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1991

Nella primavera del 1991 il Gruppo Speleologico del Matese organizza il 1º CORSO Dl SPELEOLOGIA di primo livello con la partecipazione di un Istruttore Nazionale del C.A.I. Il corso riscuote un grande successo: gli iscritti raggiungono il numero di 28. In questa occasione il giornalista ed esploratore di fama intemazionale Tullio Bemabei, presenta la multivisione realizzata dall'Associazione RIO LA VENTA sull'esplorazione di un canyon messicano lungo 80 chilometri. Il 25 e 26 maggio il G.S.M. organizza a Boiano (CB) in collaborazione con il Comune e la Comunita' Montana "MATESE" un convegno dal tema "IL MATESE - NUOVE PROSPETTIVE Dl SVILUPPO CULTURALE ED ECONOMICO: GEOGRAFIA, PALEONTOLOGIA, ARCHEOLOGIA E SPELEOLOGIA". Il convegno, primo nel suo genere in Molise riscuote un particolare successo.In occasione del 10º Festival annuale di Speleologia il G.S. M. commissiona all'artista SANDRO PARISI di Alife un bellissimo poster a colori.Nell'autunno alcuni componenti del G.S.M. organizzano insieme agli amici speleologi romani una spedizione al fondo dell'Abisso Cul di Bove . nel tentativo di forzare, con l'aiuto di un sub, il sifone finale posto a -906 metri dalla superficie. La spedizione riesce perfettamente ma a 7 metri di profondita una stretta fessura verticale impedisce il passaggio del sub con le bombole.
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1992

Nel mese di gennaio viene esplorata la COMOLA PICCOLA di Castel Morrone, uno spettacolare abisso profondo 160 metri a forma di cilindro. Abissi del genere si trovano generalmente ai tropici, mentre La Comola straordinariamente si trova a pochissimi chilometri da Caserta.Il 7 marzo inizia il SECONDO CORSO DI SPELEOLOGIA di 1ºlivello.Nello stesso mese il G.S.M. accompagna alla Grotta Risorgenza di Capo Quirino (MATESE NORD ORIENTALE, Comune di Guardiaregia), un folto gruppo di studenti delle scuole medie superiori di Termoli, Larino e Campobasso, dove tiene una interessante lezione sul carsismo del massiccio del Matese.Il 21 marzo a Boiano viene presentato il libro IL MATESE che racchiude gli atti del convegno tenutosi nella stessa citta' il precedente anno. Il libro, riccamente illustrato con belle e suggestive foto a colori, vuole essre un punto di partenza per un discorso di crescita e sviluppo delle zone interne dei Molise.Nel corso del mese di aprile l'lstituto Tecnico Commerciale di Boiano invita alcuni componenti del G.S.M. a tenere una lezione sul carsismo e sulla speleogenesi delle grotte del Matese, corredata da una interessante proiezione di diapositive.Il 21 giugno il G.S.M. organizza insieme con il CLUB MOUNTAIN BIKE di Piedimonte Matese la prima GRAN FONDO ABISSI IN MOUNTAIN BIKE , con il patrocinio del Comune di Campochiaro e della Comunita' Montana MATESE di Boiano. Il percorso si snoda interamente nel meraviglioso BOSCO MONTAGNA una delle ultime zone del Matese quasi intatta, dove albergano due tra i piu' profondi abissi d' Italia. Pozzo della Neve e Cui di Bove. La gara riscuote un grosso successo di pubblico e di partecipanti.Infine l' 8 novembre viene discesa l'ultima Forra del Matese: il canyon di PESCO ROSSO, ai confine tra Molise e Campania. Il canyon èmolto tecnico e presenta degli scorci suggestivi.
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1993

Nei primi mesi di quest'anno il G.S.M. inizia una sistematica ricerca delle cavita' artificiali presenti nel comprensorio del Matese e dell'Alto e Medio Voltumo.Viene topografato l'antico acquedotto romano di Faicchio lungo circa un chilometro; vengono esplorate e topografate varie diramazione dell'acquedotto romano di Alife in localita Porchiera; viene riscoperta un'antica grotta presente nel chiostro di S. Domenico a Piedimonte Matese, murata anni addietro e di cui si stava perdendo la memoria storica della sua esistenza: la grotta èstata accuratamente rilevata e fotografata. Nel mese di marzo viene topografato l'acquedotto romano di S. Potito Sannitico che alimentava le terme di Ercole poste sulla collina delle Torrelle.Il 10 e 11 marzo la Squadra Campania del Corpo Nazionale di Soccorso Alpino e Speleologico viene mobilitata dalla Prefettura di Napoli per recuperare nell'isola di Capri la salma di un giovane isolano che si e lanciato nel vuoto nei pressi del salto di Tiberio; anche il nucleo del Matese ha partecipato all'operazione di recupero.Sempre nell'ottica della prevenzione degli incidenti in grotta ed in montagna, il 12 maggio si tiene sul Matese un'esercitazione con l'impiego di un elicottero dell'esercito. Il 15 aprile due giovani speleologi del G.S.M , in rappresentanza dell'ltalia , partecipano alla prima OLIMPIADE DEI GIOCHI D'AVVENTURA, organizzata dal Comitato Olimpico Francese e Spagnolo. Alla manifestazione che si e tenuta sul massiccio dei Pirenei hanno partecipato 600 atleti di 25 nazioni. Il30 maggio a Campobasso il Gruppo Speleologico del Matese presenta la prima carta tematica del settore nord - orientale del massiccio del Matese. La cartina, in scala 1:17.000, si occupa di speleologia, torrentismo, escursionismo, volo libero, mountainbike, archeologia e paleontologia. Sono indicati itinerari, imbocchi delle principali grotte, punti d'acqua, rifugi, le aree di importanza storica, archeologica e paleontologica. Sul retro della carti na sono riportate le schede d'armo e le descrizioni delle due principali grotte dell' area: Pozzo della Neve e Cul di Bove. Vi sono poi dettagliate informazioni su altri argomenti, compresi antichi tratturi, chiese rupestri ed una lista di punti di appoggio quali pensioni e ristorantiNella stessa occasione viene presentata la SEZIONE MOLISE del G.S.M. con sede a Campobasso.Dal 24 al 29 luglio la Squadra Campania del Corpo Nazionale di Soccorso Alpino e Speleologico insieme con il Gruppo Speleologico del Matese hanno organizzato il Vl Incontro Nazionale di Soccorso Speleologico. All' incontro, che si e svolto sul Matese presso il ristorante L'IMPICCATO , in localita' Capo di Campo, hanno partecipato circa un centinaio di speleologi provenienti da tutte le regioni d'ltalia. L'impeccabile organizzazione e la bellezza delle grotte e delle forre hanno conbibuito al successo della manifestazione.Ai primi di agosto tre componenti del G.S.M. percorrono in mountain bike un tratto dell'antica via della transumanza: il tratturo Pescasseroli - Candela, da Boiano sino a Zungoli.Nello stesso mese il G.S.M. organizza con lo SPELEO CLUB di Roma, un campo di 5 giorni alla profondita' di 520 metri nell'abisso Cul di Bove. Il campo ha permesso la scoperta di nuovi rami laterali al meandro principale.Agli inizi di settembre tre soci del G.S.M. si recano in Grecia, Creta e Meteore, percorrendo in mountain bike circa 700 chilometri in 25 giorni.
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1994

Nei primi mesi di quest'anno viene effettuata una doppia risalita in una diramazione del Ramo dei Babà (Pozzo della Neve), denominata Ramo delle Mappine. La volta però, a 60 metri da terra, ferma le esplorazioni.
In febbraio il socio G.Caso partecipa ad una spedizione dell'Associazione "La Venta" in Chiapas (Messico meridionale). Il progetto è vincitore del Premio Internazionale "Rolex Awards for Enterprise '93".
èdello stesso periodo il 3° Corso di Speleologia di 1° livello e nelle settimane successive si lavora molto alle cavità artificiali, completando l'esplorazione della parte medievale dell'acquedotto di Faicchio.
Nella tarda primavera vengono esplorate due doline. Una, di modeste dimensioni, si apre nei pressi di Prata Sannita; l'altra, ben più grande e denominata Bocca della Pertosa, è a qualche chilometro da Pietravairano (CE) e vanta una profondità di circa 100 metri, con un diametro di circa 90.
Ai primi di agosto il campo logistico al Pozzo della Neve, interamente targato G.S.M., è un valido supporto al campo interno di quattro giorni che apre un nuovo capitolo nella travagliata storia esplorativa della grotta: varie risalite e traversi effettuati a valle di Sala Franosa (-630) preparano il lavoro per gli anni futuri. Tantissimi gli ospiti presenti, tra cui lo Speleo Club Ibleo, il Centro Speleologico Etneo e il Gruppo Azione Speleologica Veronese, oltre a vari membri dell'Associazione "La Venta" e alla simpatica presenza del romano Alberto Moretti, primo esploratore di questo abisso.
Qualche giorno dopo, il Comune di Castelnuovo al Volturno attribuisce al G.S.M. il Premio Internazionale "Gl' Cierv '94", ambìto riconoscimento che va a coronare anni di impegno concreto per il rilancio del territorio.
A cavallo di ottobre e novembre i soci G.Caso, I.Martino e N.Russo partecipano ancora ad una spedizione dell'Associazione "La Venta" in Chiapas: vengono topografati due chilometri di grotte e individuati innumerevoli inghiottitoi.
Ai primi di dicembre il G.S.M. è invitato dal progetto G.A.L. Alto Casertano a tenere una lunga lezione su montagna, carsismo e speleologia nei loro vari aspetti. In questa occasione il socio T.Bernabei presenta in anteprima il suo documentario "La Venta, un canyon tra due oceani", realizzato durante la spedizione messicana di febbraio. N.Russo tiene un seminario con diapositive sui temi del carsismo.
L'anno si chiude con la partecipazione, con foto e rilievi appositamente realizzati da alcuni soci (S.Capasso, D.Caiazza et al.) ad una mostra sull'acquedotto romano di Faicchio.
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1995

Iniziato con grossi progetti esplorativi e con in programma il riarmo dell'abisso Cul di Bove fino al Campo Uno (-500), quest'anno vede la scissione del gruppo con la perdita, in aprile, dei soci del settore molisano, che continueranno l'attività dotandosi di una nuova struttura organizzativa, l'Associazione "Speleologi Molisani". Dunque il G.S.M. viene ancora una volta rifondato, questa volta con atto costitutivo ufficiale, e sono rinnovate le cariche sociali.
Intanto ancora due soci (G.Civitillo e G.Cusano) sono invitati ad una spedizione messicana de "La Venta", che porta a casa importanti risultati, come l'estensione della Cueva del Rio La Venta da 3 a più di 8 chilometri.
Comincia il 4° Corso di speleologia, il primo in Campania omologato dalla Commissione Nazionale Scuole di Speleologia della S.S.I., da poco dotatasi di un coordinamento nella regione. Al corso, organizzato in collaborazione con il G.A.L. Alto Casertano, si iscrivono dieci allievi, di cui ben quattro hanno poi continuato l'attività come soci del G.S.M.
Nel mese di agosto si organizza un nuovo campo alla grotta di Pozzo della Neve, portando all'esterno nuove possibilità esplorative per quest'abisso che già vanta l'onore di figurare tra le cavità più discusse in Italia.
Il socio S.Capasso partecipa ad una spedizione di glaciospeleologia organizzata dall'Associazione "La Venta" sul ghiacciaio Perito Moreno in Patagonia. Vengono esplorati pozzi in ghiaccio tra i più alti al mondo, e realizzate riprese che serviranno per il montaggio di un documentario televisivo. La spedizione viene citata sulla rivista nazionale "Airone".
Esce su "Alp" un ampio servizio con numerose immagini sul Matese, a cura dei soci T.Bernabei e S.Capasso.
Il 28 ottobre parte il 5° Corso di Speleologia, con partecipazione limitata a un numero massimo di quindici persone. Le energie del gruppo sono impegnate nelle uscite didattiche fino alle festività natalizie.
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1996

L'anno è caratterizzato dal nuovo assetto del G.S.M. in seguito alla sua recente rifondazione: vengono stesi maggiori contatti con le altre realtà speleologiche regionali e alcuni soci avanzano la proposta di riunire la speleologia campana sotto una struttura federativa che risponda meglio alle mutate esigenze ed organizzazioni a livello nazionale.
Tra aprile e maggio il socio N.Russo viene inviato a Cuba dalla S.S.I. come vincitore del "Premio SSI" per la diffusione della speleologia in Italia. Egli, oltre a visitare alcuni grossi sistemi carsici tropicali, stabilisce contatti e relazioni con la speleologia dell'isola caraibica, contatti destinati a durare nel tempo.
I soci G.Caso, G.Ruggieri, L. e N.Russo, partecipano in agosto alla seconda spedizione del progetto "Picos de Europa", organizzata insieme all'Associazione Speleologica Italia Centrale, di recente formazione, e allo Speleo Club de la Seine di Parigi. La permanenza sui Picos de Europa (León, Spagna) è di circa due settimane, durante le quali vengono individuati gli ingressi di numerose cavità ancora sconosciute e dalle notevoli potenzialità esplorative. èil caso della Sima Thesaurus fragilis, situata a pochi metri dal campo base, ed esplorata fino alla profondità di 200 m dall'ingresso. La grotta, attiva e percorsa da una forte corrente d'aria, continua; ma il tempo a disposizione è finito, e si decide di fare ritorno l'anno successivo.
Ai primi di settembre uno speleologo del G.S. CAI Salerno muore tragicamente durante un'escrusione torrentistica. Gli amici del G.S.M. membri del C.N.S.A.S. partecipano al recupero della salma.
Con la collaborazione di speleologi umbri e dell'Associazione "La Venta", viene svuotato il sifone dell'inghiottitoio di Campo Rotondo. Una pompa resta al lavoro per circa una settimana, estraendo circa 550.000 litri d'acqua; viene fatto il rilievo fino ad un ennesimo lago-sifone, ma poi la pioggia in mezzora vanifica tutti gli sforzi, allagando nuovamente le gallerie.
Esce su "Cicloturismo" un ampio servizio sul Matese con testi e foto del socio N.Russo.
All'annuale incontro nazionale di speleologia, svoltosi a Fiume Veneto (PD), viene presentata una proiezione di diapositive illustrante la spedizione ai Picos de Europa.
I vertici nazionali S.S.I. affidano al socio N.Russo l'incarico di coordinare un progetto per la realizzazione di una collana di "quaderni didattici" ad uso delle scuole di speleologia per i corsi di introduzione.
I soci G.Civitillo e L.Russo vengono inseriti nella Commissione Disostruzione del C.N.S.A.S.
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1997

Caratterizzato dall'assenza (per studio e per lavoro) di numerosi soci, quest'anno è segnato dalla rinuncia al corso introduttivo che era stato programmato per i mesi primaverili.
N.Russo (segretario del gruppo), trasferitosi nella città spagnola di Granada per motivi di studio, stabilisce contatti e relazioni con la speleologia andalusa, nell'ottica di futuri scambi di esperienze, spedizioni congiunte, collaborazioni nell'ambito del soccorso speleologico. Durante questi otto mesi di permanenza in Spagna, vengono mantenuti i contatti tra le speleologie italiana e spagnola, e nel mese di giugno viene organizzata una campagna per la chiusura di un cantiere di cava che stava minacciando la Cueva de Raja Santa (Sierra Elvira, Vega de Granada). L'iniziativa ha buon esito anche grazie all'adesione formale delle istituzioni speleologiche italiane, tra cui il G.S.M.
Nel mese di agosto viene effettuata la terza spedizione sui Picos de Europa, e questa volta partecipano anche gruppi umbri, tra cui la Sezione Speleologica Città di Castello (PG). I soci matesini che prendono parte alla spedizione sono: G.Caso, I.Martino, A.Orsini e M.Scipioni. Oltre a diverse grotte nuove scoperte e rilevate, viene portata avanti l'esplorazione della Sima Thesaurus fragilis, scoperta l'anno precedente. Le gallerie e i pozzi vengono percorsi fino a -400, dove ci si arresta alla sommità di un ulteriore salto, stimato più di 100 metri, che non viene disceso per mancanza di materiali e tempo.
Sul finire dell'estate il G.S.M. ospita nel rifugio la Casella un gruppo di speleologi polacchi, che battono la zona individuando nuovi potenziali ingressi del sistema sotterraneo di Cul di Bove, abisso in cui effettuano anche una escursione a grosse profondità.
Nello stesso periodo viene scoperta una nuova risorgenza, la Grotta del Lupo, situata in località Capo di Campo, in Matese. La cavità ha uno sviluppo prettamente sub-orizzontale ed è costituita da una lunga serie di sifoni, svuotati con un lungo lavoro di pompaggio e trasporto di tubature. Ne viene effettuato il rilievo fino al limite esplorativo, a circa 200 m dall'ingresso, ma poi le piogge allagano le condotte, rendendole impraticabili. I lavori sono coordinati dal socio G.Civitillo.
In collaborazione col Comune di San Gregorio Matese viene dato inizio ad una perforazione artificiale per estrarre acqua per i pastori e al tempo stesso consentire l'accesso alla grotta di Campo Rotondo. Il coordinamento viene affidato ai soci Bernabei, Capasso e Scipioni. In base alla topografia effettuate l'estate precedente, si prevede un foro del diametro di 60 cm da rettificare ad 80, lungo 30 metri. Ma per problemi con i macchinari di scavo non è possibile scendere oltre i 13 metri, e si decide di mettere in sicurezza il pozzo con un tombino e rimandare il progetto alla primavera prossima.
La collaborazione con la S.S. Città di Castello continua ed il rapporto tra i soci dei due sodalizi si rafforza, anche grazie ai frequenti spostamenti in Umbria, per lavoro, di alcuni soci del G.S.M.
Intanto i lavori per la creazione della Federazione Speleologica Campana continuano e vengono costituite diverse commissioni per l'elaborazione dello statuto e dei regolamenti, gruppi di lavoro a cui prendono parte soci del G.S.M.
In ambito C.N.S.A.S. viene annunciata l'imminente nascita della Delegazione Campania, finalmente autonoma, per la quale vengono eletti gli speleologi che in un prossimo futuro ricopriranno le figure di Delegato e Vice Delegato. Quest'ultimo è il socio G.Civitillo. N.Russo viene inserito nella Commissione Tecnica.
Esce in dicembre il volumetto intitolato "L'acquedotto romano di Faicchio", edito dal G.S.M., curato dal socio avvocato e storico D.Caiazza ed inserito nella serie "archeologia e storia" della Banca Antonio Capasso di Alife.
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1998

Il mese di gennaio vede la discesa di un pozzo in località L'Esule, già visitato in passato, ma ritenuto senza ulteriori sviluppi. Adesso grazie alle nuove tecniche è possibile effettuare una risalita, che conduce ad una strettoia e poi ad una serie di pozzi, che però risultano ostruiti da crolli alla profondità di 50 metri. Alla grotta viene dato il nome di Pepita.
In febbraio si costituisce ufficialmente la Federazione Speleologica Campana, a cui il G.S.M. aderisce come gruppo fondatore, entrando di fatto a far parte, con soci che assumono incarichi di dirigenza, della struttura di coordinamento regionale, interfaccia con le altre realtà simili, con l'associazione nazionale S.S.I. e con il C.A.I.
Alla metà di aprile parte un'ennesima spedizione messicana dell'Associazione "La Venta", cui prende parte il socio I.Martino.
Nel mese di settembre la Federazione Speleologica Campana si costituisce con ufficiale assemblea, cui prendono parte in qualità di delegati i soci A.Orsini e N.Russo. Quest'ultimo, eletto presidente del sodalizio, viene sostituito dal socio M.D'Amore.
L'anno si conclude con la ripresa dei lavori di esplorazione alla Grotta Sosciatora (Liberi CE), dove viene superata una strettoia, e con il lancio di un progetto di studio sistematico della Grotta di Campo Braca (San Gregorio Matese CE). Aggiornato al 31 dicembre 1998. N.Russo - StoriaGSM - pag. 7 di 7
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